IL MIO ANIMO VOLA, GRAZIE AL BEL CANTO LIRICO
Paura, tristezza, speranza, euforia, inquietudine: sono queste le emozioni che attraversano ogni giorno la vita dei giovani, proprio come accade agli adulti. A differenza di quella dei più grandi, però, la realtà dei ragazzi è principalmente costellata da sogni che rappresentano il motore di ogni gesto che compiono. Diventare adulti, troppo spesso, comporta dimenticare cosa significhi fantasticare sulle mille opportunità che la vita può regalarci. E allora vogliamo dedicare questa rubrica proprio a coloro che continuano a sognare, per ricordarvi che non è mai troppo tardi per sperare, perché nulla può ostacolarvi nel raggiungere il vostro obiettivo.
di ALESSANDRA GIANCOLA
Ginevra, raccontaci un po’ di te, in particolare di quando nasce la passione per il canto lirico.
Sono una ragazza di 13 anni, determinata e sicura di sé e frequento la terza media. Sono figlia unica, ho una bellissima famiglia che mi segue e mi supporta in tutto quello che faccio. Le mie giornate sono super piene, infatti oltre alle sei ore di scuola, dal lunedì al venerdì, da quando ho sette anni studio canto lirico due pomeriggi a settimana e gli altri nuoto a livello agonistico. Sono consapevole che, per ottenere risultati più importanti, dovrei allenarmi anziché 4 giorni su 6, 6 giorni su 6, ma la mia passione per il canto non mi lascia altro tempo. Questa mia passione, è nata casualmente in seconda elementare, quando vennero a scuola una coppia di maestri, Fausta ed Alessio, (lei soprano e Lui Basso), per farci studiare il canto corale; un primo approccio serio con la musica. In classe si sono accorti che avevo una voce trainante ed avevo orecchio musicale, così ho iniziato a prendere lezioni da privatista con loro, una volta a settimana per due ore. Da quel momento, non ho più smesso di cantare. Tre anni fa è uscito un bando per provare a partecipare all’audizione, per entrare nella rinomata scuola di Canto Corale al Teatro dell’Opera di Roma. Senza troppe aspettative, ho fatto il provino, portando un pezzo di Mozart e un pezzo tratto dal musical “Les Miserables”. Due giorni dopo è arrivata la mail: ero dentro! È iniziata così questa bellissima avventura: mi sono esibita all’Opera, al “Caracalla Music Festival”, al Teatro Nazionale, al Campidoglio, a Palazzo Chigi e al concerto dell’8 dicembre per l’accensione dell’albero di Natale in Piazza Venezia e in Piazza del Popolo. La mia passione sta crescendo, insieme al mio sogno di carriera futura nella lirica, consapevole che sia faticosa e piena di rinunce. Ma le soddisfazioni stanno già arrivando; quest’anno sono passata nel Coro delle Voci Bianche, più impegnativo ma pieno di nuove soddisfazioni.
Questo tuo interesse ti ha mai fatto sentire “diversa” dai tuoi coetanei o in imbarazzo in alcune situazioni?
Spesso questa mia passione mi fa sentire diversa dai miei coetanei, che non capiscono come possa piacermi un genere di musica tanto lontano dagli stereotipi attuali e da ciò che ascoltano e canticchiano tutti. Per me però la vera musica è questa! Fare quello che faccio non mi fa sentire in imbarazzo, anzi, ne sono orgogliosa e quando mi esibisco mi sento felice e appagata.
Quali emozioni provi mentre ti esibisci? Cosa “fa” la musica al tuo animo?
Le emozioni che provo quando canto sono tante: felicità, serenità, un po’ di ansia ma anche tanta soddisfazione per quello che sto facendo. Mi sento libera e riesco a scrollarmi di dosso ogni negatività. Il mio animo è più leggero e la mia mente è totalmente concentrata sul momento che sto vivendo e sulla giusta interpretazione del pezzo da eseguire.
Qual è il tuo sogno nel cassetto più grande?
Il mio sogno nel cassetto più grande è diventare una futura Maria Callas, girare tutti i teatri più importanti del mondo per cantare le opere scritte dai più grandi Maestri della lirica di tutti i tempi, indossare costumi meravigliosi vivendo così in altri mondi ed in altre epoche, come nel mio piccolo già sto facendo.